Continua lo siopero della fame. Solidarietà ai prigionieri palestinesi

 “Lo sciopero della fame è uno strumento non violento che una persona utilizza per ottenere un fine legale e politico”  Ahmad Tibi

Continua lo sciopero della fame dei prigionieri palestinesi iniziato il 17 aprile 2017

I prigionieri chiedono un miglioramento delle condizioni di vita nelle carceri, l’accesso costante alle cure mediche, spesso negate dalle autorità carcerarie, il rispetto del diritto di visita di legali e familiari e soprattutto la fine dell’utilizzo della detenzione amministrativa, misura cautelare che non prevede processi ma che permette a Israele – in violazione del diritto internazionale – di detenere prigionieri che ritiene pericolosi per sei mesi, rinnovabili all’infinito, senza che si arrivi mai davanti ad un tribunale.

Inoltre, sotostanno alla detenzione amministrativa, senza diritti, con la deportazione improvvisa e l'induzione forzata all'alimentazione..... è tortura!

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Attivista italiana della Campagna BDS espulsa da Israele  

Tratto da FORUMPALESTINA

: http://www.forumpalestina.org/news/2017/Maggio17/19-5-17_Attivista-Espulsa.htm 

 

 

 

Riportiamo qui di segito il resoconto dell'accaduto.

Lo scorso lunedi, 8 maggio, sono partita da Amman per il confine di Sheikh Hussein che si trova a nord della Giordania. Era mia intenzione varcare li' il confine per prendere poi un treno nella citta' vicina che mi avrebbe portato a Tel Aviv.

Non appena ho esibito il mio passaporto mi è stato subito chiesto come mai viaggiavo da sola e non in gruppo. Sono seguite domande sempre piu' pressanti che riguardavano le mie prenotazioni alberghiere, il percorso del mio viaggio, ecc. Ad un certo punto l'addetta si è rivolta al suo superiore il quale voleva che gli dicessi il nome ed il cognome nonche' il numero di telefono delle persone che conoscevo in Israele. Poiche' ripetevo di non conoscere nessuno mi hanno fatto aspettare nella sala d'arrivo. L'attesa e' durata 7 ore. Nella prima parte dell'attesa mi hanno piu' volte chiesto – in modo sempre piu' perentorio – i nomi di persone che conoscevo in Israele, poi mi hanno semplicemente informata che aspettavano la risposta dell'ufficio della Homeland Security. Arrivata la risposta mi hanno informato che non potevo entrare in Israele e che avrei dovuto aspettare di essere accompagnata all'autobus che mi avrebbe riportate al confine con la Giordania. Mi e' stato consegnato un foglio sul quale erano annotati i miei dati e la dichiarazione di divieto d'ingresso. La causa specificata era: l'immigrazione illegale. Quando ho chiesto loro quale fosse la ragione del divieto mi hanno detto che questo era dovuto alle mie attivita' contro lo stato d'Israele ed alle attivita' di boicottaggio contro Israele e l'esercito israeliano. Sul foglio, inoltre, si specificava che nel caso volessi rientrare in Israele avrei dovuto presentare in anticipo una domanda d'ingresso che verrebbe vagliata a seconda della situazione del momento.

Poco dopo mi hanno scortato all'autobus, una volta salita mi hanno riconsegnato il passaporto.

 

Nada Pretnar - Trieste

 

 

Rapporto ESCWA cancellato

Rapporto ESCWA cancellato: “Le prassi israeliane nei confronti del popolo palestinese e la questione dell’apartheid”

Il rapporto completo della Commissione ONU economica e sociale per l’Asia Occidentale (ESCWA) di Richard Falk e Virginia Tilley è stato rimosso dal sito web della Commissione delle Nazioni Unite (ESCWA).

La redazione di Zeitun ritiene molto importante tradurre e pubblicare almeno la sintesi del rapporto, che denuncia il regime di apartheid che Israele esercita contro il popolo palestinese sia all’interno dei propri confini che nei territori occupati, compresa Gerusalemme est.

Uno stralcio del "Compendio sintetico": Questo rapporto giunge alla conclusione che Israele ha stabilito un regime di apartheid che domina il popolo palestinese nel suo complesso. Consci della gravità di questa affermazione, gli autori del rapporto concludono che prove a disposizione dimostrano al di là di ogni ragionevole dubbio che Israele è responsabile di politiche e prassi che configurano il crimine di apartheid, in base alla definizione giuridica contenuta nella legislazione internazionale......

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MAGGIO PALESTINESE. RASSEGNA CINEMATOGRAFICA 2017

Prende avvio la RASSEGNA CINEMATOGRAFICA 2017dedicata alla Palestina:

MAGGIO PALESTINESE

Il primo dei 4 appuntamenti è lunedì 8 maggio alle ore 20.30al KNULP in via Madonna del Mare 7/a, Trieste con il film di Elia Suleiman, IL TEMPO CHE CI RIMANE, in lingua originale con sottotitoli in italiano.

L'ingresso è con tessera FICC 2017.

E' una collaborazione di Salaam Ragazzi dell'Olivo Comitato di Trieste con il Bar-Libreria Knulp, il gruppo Ibriq per la Cultura e la Causa Palestinese, Al Ard Doc Film Festival di Cagliari, l'Associazione Amicizia Sardegna-Palestina, il Circolo del Cinema Metropolis.

In allegato la locandina della rassegna con i dettagli.

Non mancate!

Salaam Ragazzi dell'Olivo Comitato di Trieste

 

Il diritto contro la guerra. Aspetti giuridici della questione palestinese

 

  Convegno del 10 ottobre 2015 "Il diritto contro la guerra.Aspetti giuridici della questione palestinese" Particolare focusLo sfruttamento economico dei territori occupati palestinesi.

Palestina - Il commercio dei prodotti dei territori occupati, aspetti di illegittimità. La relazione tenuta da Dario Rossi approfondisce il tema dello sfruttamento economico dei Territori Occupati Palestinesi ed in particolare: llegalità della produzione e della esportazione da parte di Israele dei prodotti provenienti da parte dei Territori Occupati Palestinesi.

 Leggere in allegato la relazione.

 Il diritto contro la guerra. Aspetti giuridici della questione palestinese relazione Palestina relazione Palestina [813 Kb]