“ASCOLTARE PER FARLI UDIRE”

Un progetto di Salaam Ragazzi dell'Olivo Comitato di Trieste in partnership con l'associazione palestinese Emaar per il sostegno sanitario ai bambini a Gaza affetti da sordità.   Un serio e piuttosto diffuso problema della salute infantile a Gaza è quello della sordità ed è legato all'indiscriminato uso che l'esercito israeliano fa di bombe assordanti.    

 

SALAAM RAGAZZI dell’OLIVO

lancia una

CAMPAGNA di RACCOLTA FONDI

Per contribuire, con un gesto di solidarietà concreta, alle spese di manutenzione e gestione degli apparecchi audiologici destinati ai bambini  

 

Come donare per la campagna “ASCOLTARE PER FARLI UDIRE” 

  • Con bonifico bancario, beneficiario Ass.ne Salaam Ragazzi dell'Olivo Comitato di Trieste, causale “Ascoltare per farli udire “ IBAN:

 IT 28 Q 05018 02200 000000232436 

 

  • Presso la sede associativa in Via Torrebianca, 29/b Trieste (c/o Bottegadel Mondo Senza Confini Brez Meja) 
Come richiesto da Emaar, per il trasferimento del denaro raccolto ci si avvale della collaborazione del Gruppo Gazzella di Roma, anch'esso partner di Emaar per altri progetti, e i cui operatori hanno la possibilità di entrare a Gaza.
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Diritto di asilo

"Ogni individuo ha il diritto di cercare e godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni."

Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, articolo 14 (1)  

Oltre 60 persone hanno partecipato all’incontro organizzato da Salaam Ragazzi dell’Olivo Comitato di Trieste e dedicato al tema dei rifugiati lo scorso 20 agosto al Bar/libreria Knulp di Trieste. 

Siamo rimasti davvero sorpresi di tanta partecipazione e del proficuo confronto tra operatori del settore e cittadini.

Il punto di forza è stato partire dalle esperienze sul campo, sia del relatore che lavora presso il Commissariato per l'accoglienza dei rifugiati e i richiedenti asilo in Belgio, che da parte degli operatori quali: i rappresentanti dell’ICS (Consorzio Italiano di Solidarietà), i volontari e le volontarie di Ospiti in Arrivo Onlus di Udine, i cittadini e le cittadine di Pordenone che hanno tessuto una rete di solidarietà e altri operatori che lavorano con e per i richiedenti asilo. La partecipazione della cittadinanza è stata davvero sentita, numerosa e con molto interesse.

Il confronto ha contestualizzato i dati mondiali ed europei, le modalità operative in tema di accoglienza in merito ai rifugiati, i criteri applicati derivanti dalla Convenzione di Ginevra per la selezione e accettazione del rifugiato e le diverse applicazioni in Belgio e in Italia, in particolare nella nostra Regione

Numerosi e approfonditi gli interventi del pubblico, nel tema di come si svolgono gli incontri e le selezioni con le persone che scappano da Paesi in guerra, da soprusi in merito a scelte religiose, politiche o di indirizzo sessuale. Il paradosso di indagare a fondo e ottemperare ad una scelta sul merito di sofferenze inimmaginabili che "idealmente" nessun essere umano dovrebbe subire in barba a tutto il Diritto Umanitario etc.

Basterebbe solo pensare agli sforzi, alle difficoltà che queste persone si assoggettano per avere uno spiraglio di opportunità per sé, per la propria famiglia, gli anziani, per i bambini anche disabili (pensate ad un episodio tra le migliaia accaduti...... un padre che dalla Siria, attraversa Turchia, Grecia, i Balcani e poi fino al Belgio a piedi, porta letteralmente in braccio il figlio con disabilità grave ..) e l'oggettiva esigenza di ogni singolo Paese di non poter accogliere tutti. 

E’ stato sottolineato, tra l’altro, che non si può dimenticare il peso negativo che hanno avuto nella storia passata e presente gli interventi degli stati europei e degli USA nelle terribili situazioni che oggi investono i Paesi da cui scappano milioni di persone.

Risulta evidente che non si tratta di un fenomeno emergente ma di un flusso che sarà permanente. Purtroppo gli sforzi e le risorse impiegati, sia istituzionali che del volontariato sono ancora ancorati ad una visione di emergenza e molto spesso slegati ad un’organizzazione sistemica ed univoca su tutto il territorio nazionale. 

Quindi varrebbe la pena pensare ad un'organizzazione a sistema, che copra anche quelle zone grigie, dove i rifugiati si trovano in strada senza nessuna possibilità e/o risorse, e spesso supportati dalla cittadinanza sensibile e dai volontari (pensate ad episodi nel nostro territorio regionale .... sequestrate le coperte per il riparo all'addiaccio in inverno dei rifugiati al fine di impedirne la loro sosta).

Pensare a normative che regolino flussi e accoglienze, ma non basta! Non si deve perdere di vista che le normative non devono contribuire ad aumentare le diseguaglianze, le differenze tra le persone che per molteplici motivi fuggono dalla sofferenza.                                       Un’ organizzazione pensata e pianificata deve mettere al centro la dignità della persona e lo sviluppo delle pratiche di accoglienza e integrazione con i Paesi ospitanti in maniera univoca in tutti i paesi europei.

 

Incontro dedicato al tema dei rifugiati  - 20 agosto 2016 - ore 18.00 Sala bar/libreria Knulp, Via Madonna del Mare 7/a Trieste

CONFLITTO IN YEMEN - COLPITO OSPEDALE

16 AGOSTO 2016 - COLPITO UN OSPEDALE DI MEDICI SENZA FRONTIERE (MSF)

Grazie ONU! Parte dei tuoi stessi stati membri non aderiscono allo statuto e/o alle risoluzioni, anzi nella guerra lucrano ed ecco che la recente risoluzione delle NU che chiede di porre fine agli attacchi contro le strutture mediche, rimane vuota di valore e applicazione oggettiva. Si accodano l’approvazione dello scorso aprile al Parlamento europeo della risoluzione contro gli attacchi ad ospedali e scuole, e le dichiarazioni a tutti i livelli, aride di significato per essere incisive in merito al rispetto del Diritto Internazionale Umanitario.

E’ INACCETTABILE 

“Ancora una volta un ospedale in funzione, pieno di pazienti e di staff MSF nazionale e internazionale, è stato bombardato in una guerra che non mostra alcun rispetto per le strutture mediche e i pazienti … E’ inaccettabile ha detto Teresa Sancristóval, responsabile dell’unità di emergenza in Yemen.

Secondo Msf i raid della coalizione guidata dall'Arabia Saudita hanno colpito l'ospedale di Abs di Medici Senza Frontiere provocando morti e feriti. Sabato scorso il bersaglio è stata anche una scuola nella provincia settentrionale di Saada, dove sono stati uccisi almeno 10 bambini.

La gente in Yemen continua ad essere uccisa e ferita mentre è in cura negli ospedali. Questo è un crimine di guerra.

E' L’ENNESIMO ATTACCO A STRUTTURE SANITARIE E CIVILI!

Medici senza frontiere chiede a tutte le parti del conflitto, e soprattutto alla coalizione a guida saudita responsabile del bombardamento, di garantire che attacchi simili non accadano più.

http://www.medicisenzafrontiere.it/notizie/news/yemen-ospedale-colpito-da-attacco-aereo-11-persone-uccise-e-almeno-19-feriti

Perfetto sarebbe un mondo con diritti garantiti per tutt*

http://bdsitalia.org/index.php/comunicati-bac/1955-ramazzotti 

 Tratto da bdsitalia

Scrivi a Eros Ramazzotti: Perfetto sarebbe un mondo con diritti garantiti per tutt*!

 

Il diritto contro la guerra. Aspetti giuridici della questione palestinese

 

  Convegno del 10 ottobre 2015 "Il diritto contro la guerra.Aspetti giuridici della questione palestinese" Particolare focusLo sfruttamento economico dei territori occupati palestinesi.

Palestina - Il commercio dei prodotti dei territori occupati, aspetti di illegittimità. La relazione tenuta da Dario Rossi approfondisce il tema dello sfruttamento economico dei Territori Occupati Palestinesi ed in particolare: llegalità della produzione e della esportazione da parte di Israele dei prodotti provenienti da parte dei Territori Occupati Palestinesi.

 Leggere in allegato la relazione.

 Il diritto contro la guerra. Aspetti giuridici della questione palestinese relazione Palestina relazione Palestina [813 Kb]