Terza Giornata Globale di azione Boicotta Puma

In vista dell'assemblea degli azionisti di Puma, aiutaci a porre all'ordine del giorno la fine al sostegno che Puma fornisce all'occupazione militare illegale di Israele, che rende le famiglie Palestinesi ancora più vulnerabili in un momento di pandemia globale.

Tra pochi giorni, Puma terrà la sua assemblea annuale degli azionisti.

Assicuriamoci che l'agenda includa la fine del sostegno di Puma all'occupazione militare illegale di Israele che rende le famiglie palestinesi ancora più vulnerabili in un momento di pandemia globale.

Puma è coinvolta in molteplici attività negli insediamenti israeliani illegali costruiti su terre palestinesi rubate.

L'occupazione militare e gli insediamenti di Israele, considerati crimini di guerra nel diritto internazionale, espellono le famiglie palestinesi dalle loro case, affollano i Palestinesi in campi profughi densamente popolati e limitano l'accesso all'acqua potabile e all'assistenza sanitaria.

Noi restiamo a casa, ma non staremo in silenzio! Oggi, unisciti ad altri in tutto il mondo per un raduno online #BoycottPuma per i diritti dei Palestinesi.

 

Clicca sulla foto per le azioni per la Terza Giornata Globale di azione Boicotta Puma!

NO SPORT WASHING E APARTHEID ISRAELIANA

SPORT WASHING - NO ALL'ESPORTAZIONE DELL'APARTHEID PER LA SCELTA DEL GIRO D'ITALIA A FAR PARTECIPARE UNA SQUADRA DI CICLISTI SPONSORIZZATA DAL GOVERNO ISRAELIANO (MINISTERO DEL TURISMO)

SI AL SOSTEGNO DEI  DIRITTI DEL POPOLO PALESTINESE 

2020 La terza Nakba di Gideon Levy

A proposito dei cosidetti "accordi di pace" di Trump che sanciscono l'Apartheid americana e israeliana, di seguito la lettera del giornalista israeliano Gideon Levy:

Questa è la loro terza Nakba *

Dopo la prima, in cui persero gran parte della loro terra,  assieme a  ciò che possedevano e alla loro dignità , dopo la seconda in cui persero la libertà, ecco che arriva  la terza Nakba a distruggere ciò che era rimasto delle loro speranze.

Hanno tentato di tutto: le vie  diplomatiche, la lotta armata, la protesta non violenta ed il boicottaggio economico.

Ma invano.

Israele ottiene tutto, incondizionatamente, mentre i palestinesi, popolo dalle reazioni molto contenute considerando le gravi vessazioni a cui sono costantemente sottoposti, devono dimostrare di meritarsi anche le poche briciole di giustizia gettate loro da Trump.

Perché spetta solo ai Palestinesi apparire  degni di qualcosa, prima di ottenerla? Israele ha forse dovuto dimostrare qualcosa in mezzo secolo di occupazione militare della Palestina? Ha  forse seguito i dettami del diritto internazionale? Ha dato ascolto alla comunità internazionale?

Dovrebbe forse esserci un premio in palio per il brutale occupante? O per i coloni?

America, ti chiedo: per che cosa e perché?

- Gideon Levy

Via The Palestine Project

*N.d.T. Nakba, in arabo Catastrofe, è il termine con cui ii Palestinesi si riferiscono agli avvenimenti del 1948, quando sono stati espulsi dalle loro terre, con violenze, massacri e distruzioni…..’ 

 

"This is their third Nakba. After losing most of 

their land, property and dignity in the first and 

their liberty in the second, now comes the 

third to crush whatever is left of their hope. 

They've tried everything. Diplomatic struggle 

and armed struggle, nonviolent protest and 

economic boycott. Nothing has helped. 

Israel gets everything and without conditions, while the Palestinians, a fairly restrained people given the terrible abuse it endures, still have to prove themselves in order to receive the little crumbs ofjustice that the American president throws to them.

Why do only the Palestinians have to prove themselves before they get anything? Has Israel proven itself in the half-century of occupation? Has it obeyed international law at all? Has it heeded the international community? Should there be a prize for the brutal occupier? For the settlers? For what, and why, America?"

- Gideon Levy

Via The Palestine Project

Uguali diritti umani? Non per i palestinesi

Roma, 10 gennaio 2019, Nena News – Il Birmingham Civil Rights Institute dell’Alabama ha revocato il premio “Fred Shuttlesworth” per i diritti umani alla filosofa, docente universitaria e storica attivista dei diritti umani americana Angela Davis. Il motivo dietro la decisione è il sostegno che Davis manifesta per i diritti dei palestinesi sotto occupazione militare israeliana. “Ho imparato ad oppormi con la stessa passione sia all’antisemitismo e sia al razzismo. In questo contesto mi sono avvicinata alla causa palestinese”, ha spiegato la docente 74 enne dicendosi molto stupita dalla decisione presa alla commissione del premio. Davis ha denunciato chi vuole punirla per aver chiesto che lo Stato di Israele smetta di opprimere i palestinesi. “L’attacco nei miei confronti è un attacco contro lo spirito di indivisibilità della giustizia”

 

Nella foto: Il filosofo Herbert Marcuse e Angela Davis nel 1968

Il diritto contro la guerra. Aspetti giuridici della questione palestinese

 

  Convegno del 10 ottobre 2015 "Il diritto contro la guerra.Aspetti giuridici della questione palestinese" Particolare focusLo sfruttamento economico dei territori occupati palestinesi.

Palestina - Il commercio dei prodotti dei territori occupati, aspetti di illegittimità. La relazione tenuta da Dario Rossi approfondisce il tema dello sfruttamento economico dei Territori Occupati Palestinesi ed in particolare: llegalità della produzione e della esportazione da parte di Israele dei prodotti provenienti da parte dei Territori Occupati Palestinesi.

 Leggere in allegato la relazione.

 Il diritto contro la guerra. Aspetti giuridici della questione palestinese relazione Palestina relazione Palestina [813 Kb]